Il disco della settimana è Pentanine del gruppo jazz-rock Pierre Moereln’s Gong composto nel 2002 ma uscito nel 2004.

Mi sembrava doveroso rendere omaggio a questo gruppo e in particolare al leader Pierre Moerlen dato che se ne sente parlare sempre meno nonostante l’importanza di questo poliedrico percussionista nella storia del rock.

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Condensare in poche righe la vita artistica di Pierre Moerlen è difficile ma per chi non lo conoscesse questo musicista nato a Colmar il 23 ottobre 1952 studia percussioni al prestigioso conservatorio di Strasburgo dove si diploma e oltra suonare in diverse band jazz-rock locali fonda anche Les Percussions de Strasbourg e i Hasm Congélateur con cui si esibisce nel 1972 al Festival di Seloncourt insieme a band come i Genesis e all’inizio del 1973 diviene batterista del glorioso gruppo progressive e space-rock Gong, una delle più belle realtà della scena di Canterbury e del rock in generale. Inoltre iniziano a fioccare molte collaborazioni data la sua versatilità nel suonare diversi generi e diversi tipi di percussione come glockenspiel, vibrafono e marimba, una su tutte la lunga collaborazione con il grande compositore Mike Oldfield e le relative tourneè. Nel 1977 la band Gong ormai deflagrata rimane in mano a Pierre che puntualmente cambia nome in Pierre Moerlen’s Gong e virando verso il jazz-rock strumentale a discapito dello space-rock e psichedelia.

Qui Pierre è libero di fare ciò che vuole, chiama suo fratello Benoit a suonare con lui ed inizia a comporre brani suoi e la caratteristica che differenzia questo gruppo da altri gruppi jazz-rock e fusion è l’enorme utilizzo del vibrafono e marimba ormai divenuti i strumenti più congeniali per far uscire la sua arte. Di qua arrivano album molto  belli come Gazeuse!Downwind, e Time is the Key ma molto criticati. Sicuramente parlerò in futuro di questi dischi ma oggi mi soffermo sull’ultimo lavoro che Moerlen ci ha lasciato prima di morire improvvisamente nel sonno la notte del 3 maggio 2005, ovvero Pentanine.

Data la sua voglia di suonare sempre con musicisti diversi e confrontarsi con realtà diverse nel 2001 Pierre si trova in russia a San Pietroburgo dove riforma i Pierre Moerlen’s Gong con musicisti locali tra i quali il famoso tastierista Meehail Ogorodov, Arkady Kuznetsov  alla chitarra e Alexei Pleschunov al basso e si esibiscono al SKIF Festival nell’aprile dello stesso anno. Nel 2002 il gruppo registra l’album ma per per grossi problemi di distribuzione vede la luce solo 2 anni dopo; ma il tempo non ha scalfito la voglia di comporre e di sperimentare i Pierre, infatti io lo trovo tra i suoi lavori più ricercati e diversi, ma si possono trovare rimandi al passato dei vecchi Gong data la vena di psichedelia che pervade l’album e un massiccio uso di tastiere mai così presenti dai tempi di Time is the Key (1979).

Insomma da queste 13 tracce traspare la voglia del percussionista di tornare alla ribalta e riportare in auge il suo genere preferito ma ahimè, un pubblico sempre più disinteressato,  le critiche ancora oggi feroci e la sua prematura scomparsa hanno fatto passare Pentanine nel dimenticatoio per questo ne consiglio l’ascolto anche per ricordare Pierre che con il suo tocco ha reso grandi i Gong e strepitose le performance di Oldfield tanto per citarne alcuni.

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Spero che questo disco vi piaccia e spero nel mio piccolo di aver reso omaggio ad uno dei più grandi percussionisti del rock moderno auspicandone una giusta riscoperta e rivalutazione.

Andrea

 

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