Film consigliato di questa settimana è Una storia vera diretto David Lynch nel 1999.

Per la seconda volta nella sua carriera il tanto discusso regista David Lynch si cimenta con un biopic dopo The Elephant Man del 1980 quasi 20 anni dopo mette in scena la curiosa storia di  Alvin Straight (interpretato da un ormai ottantenne ma ottimo Richard Farnsworth) che venuto a sapere dell’infarto occorso a suo fratello Lyle decide di andare a trovarlo ad ogni costo e non potendo guidare un’ automobile si affida al suo trattorino rasaerba per percorrere 240 miglia (386 chilometri circa) dall’Iowa al Wisconsin.

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Qui il regista abbandona il surrealismo e si concentra sui personaggi e usa questo fatto realmente accaduto per parlare della condizione umana, della vecchiaia e della fratellanza. Alvin è un uomo molto anziano e gli acciacchi dell’età iniziano a farsi sentire, l’unico sostegno è sua figlia Rosie, incarnata da una bravissima Sissy Spacek (diventata famosa per il film Carrie – Lo Sguardo di Satana) e trovandosi di fronte a questo brutto male venuto al fratello mette da parte il suo orgoglio in quanto sappiamo che i due non si parlano da circa 20 anni (la causa non viene spiegata ma giustamente non è necessario) e seduto sul suo trattore percorre una lunga strada che in fondo è un po come ripercorrere la sua vita; tra incontri fortuiti, aiuti inaspettati e i suoi tanto amati temporali il nostro arriverà nel Wisconsin.

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Questo è un film lento (ma attenzione lento non significa noioso!) che va agli 8 km/h esattamente come il trattore di Alvin, un film fatto di silenzi, di sguardi, di strade lunghe e dritte ma anche di spiacevoli imprevisti che Lynch ci mostra con ampie panoramiche, magnifici campi coltivati, una fotografia calda e rassicurante con le pregevoli musiche di Angelo Badalamenti.

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Questo è un grande film che consiglio a chi si vuole fermare un attimo dalla vita stressante e dalla routine giornaliera e ha voglia di riflettere un attimo sulla propria esistenza e sui propri errori.

Andrea

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