Primo disco di settembre 2016 che consiglio al rientro dalle vacanze: Verità Nascoste della band italiana Le Orme pubblicato nel 1976 per l’etichetta Philips.

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Nel 1976 qualcosa iniziava a cambiare nell’ambiente musicale mondiale e come al solito Le Orme sono tra i primi ad accorgersi di questo cambiamento, ovvero che ormai l’ondata del progressive rock inizierà lentamente a scemare lasciando il posto al punk e alla new wave.

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Il gruppo, reduce dal disco Smogmagica dell’anno precedente e soprattutto dal faticoso e ironico tour “Rock-Spray” trasferisce a Londra, in particolare nella casa-studio del famoso compositore greco Vangelis e nel grigiore della capitale britannica sforna un album molto particolare dal titolo Verità Nascoste.

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Tolo Marton viene sostituito alla chitarra da Germano Serafin, e infatti la differenza si sente perchè dal tocco blues del primo, si passa ad un rock più classico con il secondo e la composizione e l’arrangiamento delle canzoni da parte di Aldo Tagliapietra e Tony Pagliuca si fa più scarno rispetto al passato ma ancora molto affascinante nel passare da ballate come la title track o “Radio Felicità”  a incursioni di organo hammond e potenti drumming di Michi dei Rossi tipici del prog con “In Ottobre” (dedicata alla città di Londra) e “Vedi Amsterdam”; per poi passare al rock più puro di “Insieme al concerto”, “Regina al Troubadour”, “I Salmoni” o la splendida chiusura del disco con “Il gradino più stretto del cielo”.

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I testi di Pagliuca sono molto sempre più malinconici e come nei dischi precedenti vengono toccati anche temi importanti e non facili come la droga in Vedi Amsterdam; e la canzone Verità Nascoste anticipa la svolta “classicheggiante” che prenderà il gruppo con il disco Florian tre anni dopo.

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Un ottimo disco di fine estate che guarda già all’autunno.

Andrea

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